martedì 12 febbraio 2013

Finanza allegra (si fa per dire) - Intervista a L. Becchetti su EXtra

Intervista e Articolo di Raffaello Castellano

sul settimanale di attualità politica, cultura ed eventi Extra Magazine - n.6 del 4 febbraio 2013

Lo scandalo del Monte dei Paschi di Siena ha riportato alla ribalta meccanismi economici perversi, con il relativo seguito di derivati, titoli tossici, scalate a prezzi eccessivi e speculazione. Se n’è parlato con l’economista Leonardo Becchetti alla Cittadella delle Imprese in un convegno su Economia e etica tenuto lo scorso 1° febbraio, nella Sala Resta della Cittadella delle Imprese, l’incontro “Il Mercato Siamo Noi”, organizzato dal Centro di Cultura G.Lazzati, Consorzio Interfidi, Consulta delle Aggregazioni Laicali e Camera di Commercio di Taranto (che rientra nel percorso formativo annuale dell’Accademia di Economia Civile), con la partecipazione del prof. Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica all’Università Tor Vergata di Roma. Nelle foto, al tavolo dei relatori ci sono, da sinistra, il dott. Vincenzo Mercinelli, il prof. Leonardo Becchetti, il segretario generale della Camera di Commercio Francesco De Giorgio e il dott. Domenico Amalfitano.


Sembra lontano ormai il ricordo del 15 settembre 2008, il lunedì nero di Wall Street, quando scoppiò il caso dei Mutui Subprime e la Crisi mondiale che tutti conosciamo. Quello che lo scandalo MPS ha messo in rilievo non è solo un atteggiamento spregiudicato ed irresponsabile, ma, andando più a fondo alla questione, il fallimento del Capitalismo di stampo Neoliberista e, più in generale, dell’Economia di Mercato Pura, che, con buona pace di Adam Smith, ha dimostrato l’impossibilità della autoregolamentazione per mezzo della concorrenza.
Di fronte a questo ennesimo fallimento è sempre maggiore l’interesse che suscitano termini nuovi come Finanza Etica ed Economia Civile. Noi di Extra Magazine, presenti all’incontro, gli abbiamo posto alcune domande, alla luce delle problematiche economiche e sociali deflagrate con il Caso ILVA.
Professor Becchetti, un suo collega economista, Luigi Zingales difende il capitalismo, dicendo che non è il sistema in sé, ma gli uomini che lo applicano ad averlo portato a queste aberrazioni, riconoscendo comunque che il Mercato vada controllato e che noi tutti siamo i controllori. Lei va dicendo da diverso tempo che bisogna guardare ai meccanismi sottili e perversi che agiscono all’interno dell’economia. Come si esprimono secondo lei queste tematiche all’interno di una realtà come quella tarantina, che, complice il Caso ILVA, più di altri territori necessita di un cambio di paradigma e forse di un’inversione di rotta?
«Bisogna creare valore economico, non guardando solo all’aspetto quantitativo, che potrebbe produrre infelicità, ma alla qualità dello sviluppo. Si può creare sviluppo in tanti modi, ed oggi è molto più lungimirante non limitarsi ad una produzione esclusivamente manifatturiera, nella quale il costo del lavoro è molto importante e la conseguente tentazione di delocalizzazione o quantomeno di una perdita di competitività con concorrenti esteri è molto più forte, ma puntando su fattori produttivi non delocalizzabili. Storia, territorio, cultura, paesaggio, turismo: questi fattori reggono molto meglio alla crisi, inoltre non possono essere delocalizzati, non dipendono dal costo del lavoro e beneficiano dell’aumento della domanda mondiale. La caratteristica di questo tipo di sviluppo è che dipende dalla valorizzazione dei Beni Comuni: Taranto ne possiede  di importanti, primi fra tutti la storia e la Magna Grecia, insieme a beni naturali come il mare e la baia, che devono essere valorizzati affinchè su questi beni si possano innestare tutta una serie di beni privati che creino valore economico. Ma se si distruggono i beni comuni, nulla si può edificare sulle loro macerie».
Adesso una provocazione, prof. Becchetti: studi antropologici e sociali hanno evidenziato in Italia una differenza sostanziale tra nord e sud. Lì dove alla fine del medioevo a nord si svilupparono i Comuni che favorirono questo senso di appartenenza e comunità, il sud rimase sostanzialmente feudale, favorendo una mentalità ed una concezione della vita più individualista. Alla luce di questo nostro retaggio ha senso, secondo lei, parlare di Beni Comuni in una realtà come la nostra?
«Ci sono, senza dubbio, influenze storiche di lungo periodo, io però non sono cosi determinista e credo che il capitale sociale si può cambiare, dipende dall’esempio della classe politica e dalla capacità di organizzazione della società civile. La Sicilia è un esempio di territorio dove c’è stata una primavera, c’è stato un risveglio e c’è, oggi, una vivacità notevole dal punto di vista del terzo settore e dell’economia sociale. Penso che se Taranto intraprende la strada che prevede la costruzione di un progetto di sviluppo per la città, prendendo a modello tante altre realtà che hanno puntato sul territorio, sul turismo, sulla valorizzazione dei beni storici e culturali, allora potrà anche ricostruire quel capitale sociale di cui ha bisogno, e forse un nuovo retaggio».
Cosa dobbiamo fare quando le nostre certezze cadono come castelli di carta, quando ciò che per secoli è stato il nostro modo di pensare ed agire drammaticamente non ci permette più alcun tipo di sviluppo e progresso, quando concetti, per noi incrollabili, come lavoro, disoccupazione, salute e giustizia sociale finiscono per diventare una serie di dati e numeri sullo schermo del computer di un anonimo speculatore finanziario? 

La risposta a queste domande è semplice, radicale ed in un certo modo sovversiva: dobbiamo cambiare.
Il professor Becchetti ci propone una finanza più etica ed un’economia civile dalle caratteristiche più umane. Allora, se aveva ragione De Gregori quando cantava che “la Storia siamo noi, nessuno si senta escluso...”, è ancora più vero oggi dire che “il Mercato siamo noi”, nessuno si senta tagliato fuori.

giovedì 7 febbraio 2013

L i b r o F o r u m - IL PRINCIPIO COSTITUZIONALE DI FRATERNITA’

Incontro con l’autore Prof. Filippo Pizzolato 

Venerdì 22 Febbraio 2013 -  h. 17.30
ex Convento di San Francesco Via Duomo Taranto - Sala Convegni 


intervengono:

- Dott. Giuseppe Gatti - Magistrato
- Prof. Antonio Incampo - Prof. ordinario di Filosofia del Diritto presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
- Dott. Francesco Terzulli - Dirigente scolastico

modera:

Dott. Guido Limongelli     - Centro di Cultura "G.Lazzati" - Centro di Cultura per lo Sviluppo di Taranto - UNICATT

 Enti promotori:

-     Centro di Cultura "G.Lazzati" - Centro di Cultura per lo Sviluppo di Taranto
-     Città Nuova editrice
-     Croce Rossa  Italiana, Comitato Provinciale di Taranto 
-     Università degli Studi di Bari Aldo Moro - Dipartimento Jonico in Sistemi giuridici ed economici del Mediterraneo: societa’, ambiente, culture 


E’ previsto il riconoscimento di 1 CFU agli studenti della facoltà di Giurisprudenza

     "La Costituzione italiana, ispirata dai principi personalistici e di sussidiarietà, offre un esempio storico di un ordinamento giuridico in cui il carattere ordinante dei legami fraterni è riconosciuto e valorizzato. (…) La fraternità è all’origine della condizione umana e il progresso storico consiste nel dirigere gli sforzi verso il riconoscimento pieno e non ambiguo di questo legame: in questa tensione consiste la ricerca della pace e della giustizia tra le nazioni e gli uomini."

 
Segreteria organizzativa:
345 2127113
Centro di Cultura "G. Lazzati"
via Duomo, 107 - Taranto
fisso/fax: 099.4764371
mobile: 329.1324147


Gli studenti della scuola di Economia Civile ci raccontano il 2' seminario invernale

Scritto da Elena Manigrasso e Alessia Merico


 Il secondo seminario di Economia civile tenutosi a Martina Franca – Sabato 2 e Domenica 3 Febbraio presso “Casa San Paolo” e organizzato dall’Accademia Mediterranea di Economia Civile, ha avuto relatori di prestigio e attività laboratoriali al suo interno. Il messaggio era chiaro: unire il sapere col saper fare, e da questo si è partiti per chiedere agli studenti borsisti della Summer School 2012, di elaborare un articolo giornalistico che richiamasse i punti più salienti delle due giornate di studi. Uno dei redattori del giornale web pugliese Galatina 2000, ha incitato gli studenti a lanciarsi in attività legate alle comunicazioni, anche se sembrano piccole attività. La studentessa Alessia Merico ha colto la provocazione ed ha subito elaborato un testo giornalistico, che viene riportato di seguito:
“Ha aperto il seminario il professor Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell’Università di Roma Tor Vergata e Presidente del Comitato Etico di Banca Etica. Il tema è stato quello della felicità in Economia. E’ possibile la felicità in economia? E’ la domanda alla quale ha risposto il nostro illustre ospite.
Occorre innanzitutto partire da un paradigma personalistico e non più individualistico, cioè credere in un mercato produttore in primo luogo di beni relazionali che procurano la felicità perdurante e non rincorrere l’acquisizione di beni  che provocano un piacere solo nel breve termine.
Ma quali caratteristiche hanno i beni relazionali, che sono beni immateriali, per poterli preferirli ai beni tangibili? Essi non creano assuefazione (più denaro abbiamo, più ne vogliamo), né invidia, in quanto ci hanno abituati, soprattutto i media, a confrontare la nostra ricchezza materiale con quella di chi ne ha di più.
L’ “appello” del professore è stato pertanto quello di allontanarci dal paradigma dell’ homo oeconomicus definito dal Premio Nobel per l’Economia Amartya Sen “folle razionale”e di “armarci” di passione per l’altro e di dovere morale per creare un mercato sostenibile per tutti.
Il seminario è proseguito con la presentazione del progetto “In Puglia” di Giovanni Vita. Il progetto, molto ambizioso, intende creare una rete sociale che coinvolgerà tutti gli attori che vivono il mercato come bene comune. Giovanni è partito parlando dell’immaginazione e come essa sia essenziale per la realizzazione dei nostri progetti. A questo proposito ha riportato l’esempio di Viktor Emil Frankl, neurologo e psichiatra austriaco e fondatore della logoterapia che vive la terribile esperienza dei Lager e riesce a sopravvivere immaginando un futuro migliore.
L’ introduzione scelta è stato un modo di condividere con tutti noi la fatica, i sacrifici, le rinunce per approdare ad un progetto che ha come scopo quello di accogliere nella rete giovani, professionisti, imprenditori appartenenti ad ogni settore stimolando l’interazione e l’integrazione tra realtà anche molto differenti, potenziando così la produzione di capitale sociale.
Il progetto rientra fedelmente nel paradigma dell’Economia Civile: non ci possono essere integrazione e interazione senza homini reciprocans.
Anche l’intervento di Elena Stefanelli ed Arturo Nobile è stato molto significativo. I due giovani, partendo da zero, si sono specializzati nel turismo responsabile e di tipo sociale. Nasce, così, “La Palomba Onlus” che promuove e realizza attività nel campo del turismo, valorizzando il nostro territorio con particolare attenzione alle persone più disagiate. I beni relazionali diventano pane quotidiano, l’epicentro del loro progetto imprenditoriale; il viaggio il mezzo attraverso cui diffondere una cultura di fare impresa incentrata sul dono, la gratuità e la reciprocità.
La loro esperienza, non senza difficoltà, è stata momento di riflessione per comprendere come i principi dell’Economia Civile possano essere messi in pratica producendo vantaggi non solo per loro stessi ma anche  e soprattutto per il nostro territorio.
Molto interessante è stata la testimonianza di Elena Manigrasso: Elena è una professoressa che applica tutti i giorni con il suo lavoro il paradigma di una felicità a lungo termine. Dimostra passione per l’altro e dovere morale con i suoi ragazzi e questo è testimoniato dai lavori dei suoi studenti che hanno presentato una tesina e degli elaborati sull’ “Etica”, argomento arduo da comprendere a quell’età ma che la loro docente ha saputo magnificamente trasmettere.
Pertanto, Il titolo dell’ ultimo libro del professor Becchetti “il mercato siamo noi” è uno sprono per noi giovani a non perdere un minuto in più a “contemplare il male” ma a cominciare o continuare a credere nel miglioramento etico, nella sostenibilità, nell’altro. Siamo noi i veri difensori del mercato! Possiamo orientare la domanda attraverso un risparmio critico e responsabile, ma anche l’offerta, creando imprese civili produttive di beni relazionali. In questo modo potremo affrontare questa crisi, guardare alla crescita e soprattutto decidere a quale crescita puntare”.


Elena Manigrasso, Alessia Merico

mercoledì 6 febbraio 2013

GRAZIE PROF. BECCHETTI





Di seguito proponiamo un articolo dell'Avv. Enrico Viola pubblicato sul Corriere del Giorno il 6 febbraio us. :


"Avevamo pensato di titolare questo scritto: “Povera Taranto senza popolazione!” ma poi - dopo la conferenza dell’1 febbraio u.sc. del prof Leonardo Becchetti alla Cittadella delle Imprese il quale, rispondendo ad una domanda, ha acceso gli animi con l’invito ad agire collettivamente, come popolazione della città, per pretendere che nella vicenda ILVA venga attuato  l’obiettivo dell’equilibrio tra salute e lavoro – è nata una speranza. Ha precisato che è l’unico obiettivo utile alla popolazione, ciascuno degli altri due risponde ad interessi di altri. Ma la popolazione dovrà mostrarsi unita e decisa. 
Il prof. Becchetti, com’è noto, è una grande economista a livello mondiale ed ha teorizzato ma anche attuato l’economia sociale che, in estrema sintesi, è la ricchezza che può nascere dalle iniziative sociali non necessariamente economiche. E’ venuto a Taranto su invito del Centro Studi “Lazzati” ed ha illustrato la sua dottrina ad una sala colma  di uomini di cultura e di giovani interessati, particolarmente della Summer School di Economia Civile ( http://economiaciviletaranto.blogspot.com ). 
La sollecitazione del professore è stata la prova che la nostra piaga  è così evidente che la vede anche chi è di passaggio. La piaga è la divisione della popolazione che perciò resta inerte sino ad apparire inesistente. Per la vicenda ILVA si sono attivati soltanto gli ambientalisti pretendendo a qualunque costo l’eliminazione dell’inquinamento atmosferico ed è prevalsa l’alternativa o pulizia dell’aria, ritenuta equivalente a tutela della salute, o lavoro. La Procura della Repubblica ha fatto una graduatoria: al primo posto la salute e molti hanno pensato che quello fosse il suo obiettivo e non invece l’accertamento del reato che per legge è l’obiettivo diretto. Quindi il sequestro del corpo del reato pari a migliaia  di tonnellate di acciaio, che ha causato disoccupazione e danno economico, a molti  è  apparso un percorso scelto per tutelare la salute invece è  per potenziare il quadro accusatorio. Soltanto pochi a Taranto, tra cui chi scrive (Corgiorno del 9.10.12 ), hanno creduto che la soluzione fosse nell’equilibrio tra i valori ambiente e lavoro ed hanno paventato che si arrivasse ad ingorghi istituzionali come purtroppo è accaduto. Anche una voce importante si è levata a favore del punto di equilibrio tra i valori, quale il Vescovo di Taranto, sin’ora l’unica espressione politica (nel senso etimologico), che ancora oggi a Taranto incoraggia a credere in tale soluzione. Ma il vento contrario  è  forte anche perché  per alcuni  è  una preziosa occasione per apparire difensori della salute e la popolazione è smarrita. Anche i leader politici non prendono posizione per non perdere consensi. In questo quadro, accanto al prof. Becchetti, sono suonate come tromba di risveglio le conclusioni dell’on. Amalfitano che ha evidenziato con precisi riferimenti storici e culturali il pericolo del silenzio della popolazione e da quì l’incitamento alle forze politiche di battersi per la difesa degli interessi della città.



La soluzione è a portata di mano, il punto di equilibrio esiste ed è stato espresso con il mezzo più autorevole e legittimo ed è appunto l’Autorizzazione Integrata Ambientale che è l’individuazione a livello europeo di misure per la tutela della salute e prescritte espressamente, con la partecipazione di tutte le istituzioni responsabili, per l’ILVA di Taranto. Ma esse, benché impongano all’ILVA di anticipare al 2012 le misure di prevenzione previste per il 2016, sono contestate per vari interessi e la popolazione nemmeno è consapevole che la soluzione già esiste. Il punto di equilibrio tra i due valori sul quale dobbiamo insistere per l’attuazione viene, con enorme superficialità ed irresponsabilità, valutato discrezionalmente come se si trattasse di una partita di calcio e non di un risultato di sintesi tra varie competenze istituzionali. Questo è il vero pericolo: la mancanza di conoscenza e la confusione. Utilissimo per acquisire conoscenza obbiettiva è il recentissimo libro di Raschillà “Al di là degli altiforni”. Chi vuole affrontare l’argomento deve leggerlo. La fame di migliaia di persone è vicina perché la disoccupazione porta fame ed invece molti disquisiscono senza alcuna competenza specifica del vasto e complesso problema tecnico che non ha precedenti di quelle dimensioni in Europa e forse del mondo. Però spetta innanzitutto agli uomini di cultura come quelli  che erano presenti alla Subfor portare chiarezza perché la popolazione si attivi per la conclusione di questo dramma. Potrebbe anche proporsi in contropartita un riconoscimento economico del danno sanitario a tutta o parte della popolazione. La Regione ha già legiferato. "   

Enrico Viola

martedì 22 gennaio 2013

"Il Mercato siamo Noi" - relaziona Leonardo Becchetti

L'1 febbraio alle ore 18:00 c/o la sala 'Resta' della Cittadella delle Imprese di Taranto,
si terrà  convegno pubblico dal titolo "Il mercato siamo noi" 
.
    Ospite d'eccellenza sarà il prof. Leonardo Becchetti, Ordinario di Economia Politica dell’Università Tor Vergata di Roma e Presidente del Comitato Etico di Banca Etica; è uno dei massimi esperti di economia civile.
    “Coniugare una visione sistemica e l’ambizione di cambiare il mondo con l’azione quotidiana nelle nostre attività e nei nostri comportamenti.
    Per farlo, dobbiamo creare valore ma in modo sostenibile dal punto di vista socio-ambientale e guardare la realtà con occhiali diversi e nuovi”.

    Un grande lavoro spetterà alle comunità locali “dobbiamo integrare competenze e specificità territoriali, partire dalla valorizzazioni delle risore non delocalizzabili dei nostri territori per produrre valore” (L. Becchetti.) http://www.lafrecciaverde.it/il-laboratorio-di-economia-civile/
Segreteria organizzativa:
mobile: 329.1324147
accadeconomia@gmail.com 


Il convegno rientra nel percorso formativo: 
"Verso l'Accademia Mediterranea di Economia Civile"
INFO: 329.1324147 - 099.4764371
accadeconomia@gmail.com ;
Centro di Cultura "G. Lazzati"
via Duomo, 107 - Taranto
Coordinamento progetto
dott. Vincenzo Mercinelli
347.7999808
vincenzo.mercinelli@mceconsulting.it

mercoledì 2 gennaio 2013

Incontro - evento con il prof. Stefano Zamagni

Carissimi amici del Centro di cultura….  Abbiamo il piacere di informarvi che

Sabato 12 gennaio alle ore 10:00 c/o la sala Resta della Cittadella delle imprese, V.le Virgiolio 152, Taranto (TA)

come ormai molti di voi sapranno, si terrà un incontro - evento con il prof. Stefano Zamagni.
   Questa ulteriore presenza a Taranto del prof. Zamagni è un segno della sua profonda amicizia, stima ed incoraggiamento per il cammino intrapreso da questo Centro, a Taranto e nel Mezzogiorno d’Italia, sul fronte della proposta di un nuovo modello di sviluppo economico basato sull’economia civile. Sarà infatti l’occasione per far conoscere ed incontrare il prof Zamagni anche ai giovani che hanno iniziato nel 2012 la scuola di economia civile, rientrando questo convegno pubblico nel percorso formativo della ns accademia di Economia Civile.
   Il tema dell’incontro “Città, società civile e nuovo sviluppo economico” vuole essere inoltre l’occasione  per riflettere, insieme con il prof. Zamagni, sulla crisi profonda della nostra città di Taranto e sui possibili scenari propositivi di rilancio  della stessa. 


   Per annotare i prossimi incontri:
-  01/02/2013 - Città e governance dei beni comuni (Ambiente, Lavoro, Salute). Prof. Leonardo Becchetti
-  22/02/2013 - Per attuare il principio costituzionale di fraternità. Prof. Filippo Pizzolato
-  15/03/2013 - Rivisitare il pensiero di J. Maritain. Per una emergenza personalista. Prof. Piero Viotto.
Le tematiche sono indicate approssimativamente, ci riserviamo di informarvi successivamente in merito.

   Con l'appuntamento del 12 p.v. , a tutti gli amici che in questi anni si sono interessati alle attività proposte, cogliamo l'occasione per estendere l'augurio, del prof. Amalfitano e di tutto il Centro di Cultura "G. Lazzati" di Taranto, di essere "uomini nuovi"!  Perchè è degli uomini nuovi fare nuovi i tempi e... i luoghi !


Centro di Cultura per lo Sviluppo
"G. Lazzati" - Taranto
cdc.taranto@unicatt.it
tel: 099.4764371 - 329.1324147

Progetto 'Verso l'Accademia Mediterranea di Economia CIvile':
accadeconomia@gmail.com
economiaciviletaranto.blogspot.com
 tel: 329.1324147


giovedì 15 novembre 2012

"VOLTI E CONFLITTI, La convivenza delle possibilità"

Mercoledì 28 novembre 2012 - ore 18.00 
c/o il Salone di Rappresentanza della Provincia di Taranto - via Anfiteatro 2 - Taranto
 
verrà presentato il nuovo testo "Volti e Conflitti, La convivenza delle possibilità" (Ed. Cittadella - Assisi) 
alla presenza dell'autrice, dott.ssa Maria Grazia Magazzino.
 
Coordinerà il dibattito il dott. Fabio Mancini, docente di Filosofia e Pedagogia sociale.
 
L'evento è organizzato dall'ass. Opera della Regalità di N.S.G.C., in collaborazione con il Centro di cultura "G. Lazzati" di Taranto e l'ass. Amici dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, con il patrocinio della Provincia di Taranto.
 
La dott.ssa Maria Grazia Magazzino si occupa di gestione creativa dei conflitti e di processi partecipativi. E' avvocato, pedagogista clinico, mediatore e docente di mediazione accreditato presso il Ministero della Giustizia. E' formatore di psicodramma olistico e disegno onirico, specializzata in tecniche espressive e di partecipazione attiva. Ha pubblicato "La Mediazione", Roma 2004.

martedì 13 novembre 2012

COME UN PIANO STRATEGICO PUO' CAMBIARE LA CITTA': L'ESPERIENZA DELLA CITTA' DI RIMINI "RIMINI VENTURE 2027"

c/o Sala Monfredi, Cittadella delle imprese, Viale Virgilio, 152 - Taranto
23 novembre 2012 - ore 18.00
Inaugurando il  primo corso di formazione su “Manager della Innovazione sociale”,

Ne parleranno, confrontandosi con la realtà locale:

- Il Dr. Antonio Polselli: Consigliere Generale Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e membro del gruppo “Cultura” del Piano strategico “Rimini venture 2027”.
- il Dr. Luciano Marzi: Responsabile ufficio stranieri della Caritas di Rimini e Portavoce del gruppo “Welfare” del Piano strategico “Rimini venture 2027”.

Organizzato a Taranto dalla LUMSA,
dal Polo Jonico dell’Università di Bari, dal Centro di Cultura dell'Università Cattolica "G. Lazzati" di Taranto e dalla Fondazione Centesimus Annus,
con il patrocinio della CCIAA di Taranto

La cittadinanza è invitata

" il patto strategico è un processo di programmazione dello sviluppo futuro della città basato sulla partecipazione, la discussione l'ascolto.
" Un patto e un forte coordinamento nelle assunzioni di responsabilità fra amministratori, attori economici, sociali, culturali e cittadini per realizzare il futuro della città."
" una città che scommette sul capitale umano, sulla coesione sociale, sulla solidarietà, sull'identità, sul sentimento di fiducia , su la capacità di relazione."

Il presente convengo rientra nel percorso formativo annuale del progetto “Verso l'Accademia Mediterranea di Economia Civile”

lunedì 3 settembre 2012

La Summer School sul Corriere del Giorno - 15 agosto '12


L’Economia Civile come nuovo modello di sviluppo economico per uscire dalla crisi

(Articolo originario integrale)

Conclusa la 3° edizione della Summer school Mediterranea di Economia Civile a Casa San Paolo per 50 giovani corsisti.

Cinquanta giovani fra i 20 ed i 30 anni, un gruppo di docenti di grande spessore scientifico, un luogo tranquillo dove apprendere e mettersi in discussione. Tutto questo è la “Summer school di Economia civile” giunta alla sua 3° edizione che si è svolta tra il 25 ed il 29 luglio, a Casa San Paolo, a Martina Franca. Organizzata dal Centro di Cultura ‘Lazzati’ di Taranto in collaborazione con ‘Economia di Comunione’, l’UCID di Puglia ed il Comitato per l’imprenditorialità sociale della Camera di Commercio di Taranto, è la straordinaria esperienza di un cantiere aperto a giovani di diverse discipline che vogliono confrontarsi in una rivisitazione interdisciplinare della teoria e dell'organizzazione economica. L'Economia civile, fil rouge del corso, non è un progetto settoriale ma un processo evolutivo della scienza economica che tende a far scomparire le categorie profit-no profit. Sdoganando il no-profit e la categoria della gratuità dalla marginalità concettuale, per inserirli a pieno titolo nella categoria della produttività economica, si dimostra che progettualità, impegno sociale e profitto non sono alternativi ma possono legarsi insieme.
Quest’anno il tema “Verso un nuovo modello di Welfare civile. Beni comuni ed imprese di comunità” sposta l’attenzione dai temi generali a quelli più propriamente aziendali e più rispondenti ai bisogni della società. Ne abbiamo parlato con il prof. Domenico Maria Amalfitano, presidente del Centro ‘Lazzati’, ispiratore della Summer School e profondo conoscitore delle nuove dinamiche del welfare.
Presidente di quale modello di welfare parliamo?
“Veniamo da un lungo periodo in cui il welfare si è sviluppato con una struttura assistenzialistica di tipo statalistico, che ha imparato a convivere con il mercato attraverso forme diverse. Un sistema troppo costoso per la situazione di crisi economica che stiamo vivendo, il sistema di welfare deve cambiare pur mantenendo diritti ed assistenza”.
Le resistenze sono moltissime, come si può sopravvivere alla spending review?
“Dobbiamo pensare ad un welfare innovativo che veda protagonista la società civile. Non più qualcosa che ci viene dato, ma un sistema ripensato dal basso in relazione ai bisogni e ai cambiamenti del Sistema Paese. Un welfare municipale in cui il bene comune è qualcosa che muove non solo servizi ma relazioni fra soggetti. La persona torna al centro come titolare di diritti , ma anche di doveri nei confronti della società a cui appartiene, costruire esperienze di welfare di comunità è il primo passo verso il cambiamento”.
Perché all’interno del percorso della summer school è stata inserita una tavola rotonda politico-istituzionale con rappresentanti di livello nazionale?
“Abbiamo pensato di arricchire il percorso scientifico della Summer School con un incontro speciale con parlamentari di diversi partiti politici, perché il tema del welfare non è un tema del privato o del pubblico, è un tema che investe la società civile ed è giusto che i giovani ascoltino le diverse posizioni su temi sensibili come la sanità e l’ambiente. Per questo personaggi noti del mondo politico come Savino Pezzotta, parlamentare UDC e Stefano Graziano del PD, si sono confrontati con il prof. Luigino Bruni e con il presidente di Welfare Italia Johnny Dotti, facendo chiarezza anche sulle difficoltà dell’attuale momento storico e sulle possibili alternative di sviluppo.
Contento dei risultati ottenuti?
In questi cinque giorni di full immersion ho visto giovani fortemente motivati, entusiasti del sistema partecipativo della summer school. Hanno avuto modo di accostarsi ai temi dell'Economia civile con un team di professori fortemente motivati, guidati da Luigino Bruni docente di Economia Politica presso l'Università di Milano Bicocca, un'occasione di crescita che ha ispirato forte interesse e che non si esaurisce nel corso di una settimana. Proprio dall'esperienza della Summer school sono nati e proseguono gli incontri seminariali invernali del progetto di Accademia mediterranea di Economia civile. Mi piacerebbe che a tante speranze seguissero proposte concrete da realizzare sul territorio, in fondo questo corso è solo un ponte fra i iovani e la realtà del mondo economico.

“Da Nord a Sud è sempre Economia Civile”. C’è chi vuole dividere l’Italia e chi invece vuole unirla con i valori forti di fraternitè ed egalitè
“Verso il nuovo modello di welfare civile; beni comuni e imprese di comunità”. Questo il tema della terza edizione della Summer School mediterranea di economia civile 2012 . Gli organizzatori si sono fatti portavoce delle aspettative dei 50 giovani da varie parti del mezzogiorno d’Italia (Puglia, Campania, Basilicata) a “Casa San Paolo” di MARTINA FRANCA e hanno ribadito: “Siamo qui per una ricerca di senso, per potenziare il nostro territorio, per accompagnare questi giovani a riscoprire un nuovo modo di “fare impresa civile” mettendo al centro l’uomo” e non solo  il profitto.
Un ragazzo si spinge a dire: “vorrei fare impresa con musica ed economia, è possibile?”. Le lezioni del professor Luigino Bruni hanno cercato di dare la risposta attraverso la ricerca del proprio “buon daimon” che c’è in ognuno di noi , che esploderà in tutte le sue sfaccettature e ci permetterà di capire che il “sogno” è possibile se non siamo soli, se arriviamo a condividerlo con gli altri, se ci prendiamo a carico i bisogni degli altri e ne facciamo ricchezza per tutti. Che la sola ricchezza economica (profitto) non porta alla felicità. Quando gli studenti del corso hanno ascoltato la lezione del professor Bruni, docente di economia all’univ. Bicocca e all’univ. Sophia e direttore scientifico di questa scuola mediterranea di economia civile  su “una nuova visione per la ripartenza economica” sono rimasti affascinati sia dal tema che dal modo di fare lezione. Nazario ha detto: “non ho mai visto docenti universitari che durante le spiegazioni sono saltati in avanti, cioè hanno lasciato la cattedra per venire incontro a noi. Che fanno vita con i ragazzi … “ perché è così che i professori hanno affrontato questi giorni, hanno mangiato e condiviso gli spazi con noi, Bruni, Dotti, Ruffini, per citarne alcuni. E soprattutto ci hanno offerto il loro tempo e la loro conoscenza. Una ragazza in prima fila, durante la lezione di Renato Ruffini, professore dell’Università LUICC di Castellanza, ha posto l’attenzione sulla figura del manager e ha citato durante gli incontri di gruppo le parole del prof: “ il manager è quello che rende contento il dirigente e l’operaio. Assumere e possibilmente tenere a lungo termine gli operai e non svenderli o venderli secondo le speculazioni economiche, questa dovrebbe essere consuetudine e non caso eccezionale. L’impresa non è la ricchezza per pochi, ma una relazione tra tanti”. Da qui si deve partire per cambiare lo zoccolo duro di una società che fa invece il contrario, dicono i corsisti all’unanimità.
Il dott. Vincenzo Mercinelli, coordinatore dell'Accademia Mediterranea di Economia Civile, ha sollecitato i ragazzi a non fare della scuola un luogo dove si enunciano solo teorie, invitandoli invece a renderle vive, realizzabili nella realtà. Concetto che più volte ha preso piede durante le lezioni dei docenti e durante la giornata finale di domenica, conclusasi con i saluti del presidente del centro studi “G.L azzati” on. Domenico Maria Amalfitano.
Grande meraviglia e stupore ha destato anche la lezione del dott. Johnny Dotty, presidente di Welfare Italia dice Arturo durante la pausa pranzo,”uno che non va tanto per le lunghe e mette subito in chiaro come fare economia, e come farla bene, per il bene di sé e degli altri. La lezione è stata una vera e propria gara di pugilato: ci ha messi tutti Ko. Ma questa è la cosa bella di una lezione, uscire dall’aula un po’ storditi perché vuol dire che ci ha colpiti!
Ognuno dei docenti ha raccontato una storia ed è stato capace di fare questo se i ragazzi ne sono rimasti affascinati. Una storia che non racconta mondi o paesi delle meraviglie, ma un modo nuovo e concreto di fare economia dove la responsabilità della società si plasma nelle sue diverse espressioni (individui, famiglie, non-profit, volontariato, imprese ecc.) attraverso uno scambio di relazioni orientato al bene comune.
È una scuola questa che unisce lo stesso pensiero da più parti d’Italia, ci dice il professor Bruni che ha riportato i saluti da parte dei ragazzi della summer school di economia civile di Trento a cui ha fatto lezione prima di arrivare a Martina. “Salutateci i ragazzi di Taranto” ha detto uno studente del Nord. “Da nord a sud è sempre Economia Civile”. C’è chi vuole dividere l’Italia e chi invece vuole unirla con i valori forti di fraternitè ed egalitè.


Nell’ambito della Summer School di Economia Civile, riprendendo il tema della Scuola “Verso un nuovo modello di Welfare Civile  – Beni comuni e imprese di comunità”, venerdì 27 Luglio ha avuto luogo la Tavola rotonda di confronto politico istituzionale  con la partecipazione del direttore scientifico della scuola prof. Luigino Bruni e del dott. Johnny Dotti, presidente di Welfare Italia e docente per il secondo anno consecutivo della scuola stessa. All’incontro, che  prevedeva la partecipazione del Ministro della Salute prof. avv. Renato Balduzzi  e le rappresentanze parlamentari, hanno partecipato in qualità di relatori l’on. Savino Pezzotta parlamentare dell'UDC, ex segretario della CISL e fondatore della “Rosa bianca per l’italia” e l’on. Stefano Graziano parlamentare del Partito Democratico e membro della Commissione Finanze e della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti. Al dibattito avrebbe anche dovuto prender parte l’on. Maurizio Lupi che ha dovuto rinunciare a causa di ulteriori impegni.
L’evento aveva lo scopo di arricchire il percorso scientifico della Summer School con un incontro speciale con parlamentari di diversi partiti politici, oltre ad essere un’occasione di grande rilievo per la cittadinanza e le istituzioni localie ed è stato proprio il delicato tema dei rapporti tra società civile, politica e sanità il fulcro di questo confronto, aperto dall’intervento del prof. Luigino Bruni, il quale ha preso ad esempio la difficile situazione tarantina (specchio di quella nazionale) in cui si sta in questi giorni manifestando una crisi profonda che mette in discussione il patto sociale, rischiando di spostare il conflitto sociale all’interno della famiglia, in cui il lavoratore sente di dover preservare il diritto al lavoro e al tempo stesso la propria famiglia chiede il diritto alla salute. Il tema dei beni comuni ci porta a riflettere sul concetto di ambiente come bene comune e di consumo comune dello stesso, col rischio di ‘distruzione’ del bene comune. Bisogna ripensare la finanza in un’ottica sociale e non più speculativa se si vuole percorrere la strada della democrazia, ripartendo da una economia sostanziale e sociale che riveda innanzitutto la figura dell’imprenditore nuovo, non più sfruttatore ma lavoratore lui stesso, impegnato nella costruzione del ben-essere comune, con motivazioni più alte del mero profitto e innovando processi e prodotti. Il dott. Johnny Dotti  ha portato fortemente l’attenzione sulla necessità di far cambiare l’immaginario comune, affermando che per uscire dall’attuale crisi del settore è necessario far nascere l’idea del nuovo welfare, per sostituire all’idea ormai radicata del welfare ‘erogato’ come fosse acqua che puoi prendere dal rubinetto, dal momento che l’hai pagata con l’imposta come un diritto collettivo, che invece ha prodotto una dispersione delle risorse pubbliche al punto che l’80% delle risorse regionali viene risucchiato solo per servizi sanitari. La scommessa da vincere, dunque, non è la corsa alla quantità, alla prestazione a tutti i costi e fine a se stessa, bensì alla qualità, ovvero alla generatività di senso di cui riempire i legami che si vanno a comporre. Le pungenti provocazioni sul ruolo della politica hanno animato il dibattito, aprendo la strada all’intervento dell’on. Pezzotta, il quale ha sottolineato fortemente e a più riprese la sua reale preoccupazione sul futuro del Paese, affermando che in questo momento non possiamo far altro che limitare i danni, chiedendo ai convenuti di essere realisti e affrontare le questioni con la consapevolezza che la fase di crisi che stiamo attraversando impone un forte senso di realtà prima dell’affermazione di ciò che si vuole realizzare. L’on. Graziano ha risposto alle provocazioni affermando che è già in atto una  transizione dal welfare state al welfare civile, che non implica l'abbandono della tutela dei diritti, ma un ruolo accresciuto della società rispetto alla pubblica amministrazione con l’effetto positivo della riduzione della pressione del sistema di welfare sulle finanze pubbliche e della creazione di un tessuto sociale più esteso. Ma urge un welfare State che, fondandosi sull’economia sociale, sulla cooperazione e sulla sussidiarietà, sia in grado di compensare gli squilibri che si sono aggravati negli ultimi anni, avvalorando il concetto di sussidiarietà.

Il messaggio del Ministro ai giovani della scuola
Il Ministro della Salute prof avv. Renato Balduzzi, non ha potuto partecipare a causa degli impegni che si sono protratti a Roma per lo svolgimento del Consiglio dei Ministri, ma ha voluto far sentire la sua presenza con una lettera: “… Sono lieto e onorato di constatare come questo percorso formativo dia fondamento alla speranza che le parole dono, gratuità, centralità della persona, possano divenire fattore di competitività ed innovazione economica e che possano guidare gli imprenditori di domani a creare un nuovo modello di sviluppo e di impresa. Dobbiamo cogliere l’attuale contesto come opportunità per il rinnovamento per costruire una civiltà solidale, per rinnovare nei servizi lo spirito del dialogo che si radica nella abnegazione , nella capacità di ascolto e nella presa in carico. Auspico pertanto per noi tutti, ovunque siamo chiamati ad operare, un lavoro professionale, civile, politico capace di coniugare il necessario realismo con ‘attenzione e il rispetto alla persona.”